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La pernice sarda PDF Stampa E-mail
mercoledì 09 giugno 2010

Pernice sarda

Nome scientifico Alectoris barbara

Ordine: Galliformes
Famiglia: Phasianidae

Areale di distribuzione: Specie residente in Sardegna, Nord Africa e Gibilterra. Nell’Isola è presente praticamente in tutto il territorio e risulta assente solo nell’Isola della Maddalena.

 

Morfologia: Di medie dimensioni, ali e coda corte ed arrotondate, becco robusto e leggermente arcuato verso il basso. Il maschio è provvisto di uno sperone nei tarsi che spesso si ritrova, in forma abbozzata, anche nelle femmine. Gli adulti sono distinguibili per zampe e becco rosso, la gola grigia con un collare castano e una macchia biancastra, vertice castano con una striscia fulva sopra l’occhio. Piume scapolari blu lavagna orlate di rosso. Le guance, il collo, il mento sono grigi. Il colore della parte superiore è bruno-ruggine e fianchi con larghe bande bianche e nere, grigie-castane. Lunga 32-34 cm, può raggiungere, nei maschi adulti, il peso di 450-500 gr.

Habitat ed Ecologia: La Pernice sarda è per natura gregaria, eccetto che nel periodo della cova; frequenta prevalentemente le zone pianeggianti e collinari e predilige gli ambienti diversificati, con cespugli e macchia mediterranea bassa alternati a prati, aree semiaride e coltivi. Granivora per eccellenza, si nutre prevalentemente di cariossidi di grano, inoltre di vegetali (frutti, semi) selvatici; nelle prime fasi della vita ha una dieta carnivora costituita essenzialmente da piccoli invertebrati (vermi, lumache e insetti).

Si sposta generalmente pedinando sul terreno e solo se costretta spicca il caratteristico volo.

Possiede un volo veloce e diritto con rapidi battiti d'ala alternati a corte planate. Di rado si posa su alberi o cespugli. Trascorre la notte in riposo sul terreno tra la fitta vegetazione e si reca in pastura al mattino e nel tardo pomeriggio.

Riproduzione: Raggiunge la maturità sessuale dal primo anno di età e si riproduce già dalla primavera successiva alla nascita. Si accoppia verso la fine dell’inverno e porta a termine una sola covata da aprile a maggio. E’ una specie monogama. L’incubazione portata avanti dalla femmina dura 23-24 giorni. Le uova, in numero di 10-16, più raramente 20, non vengono deposte in un vero e proprio nido, ma in depressioni del terreno foderate da foglie secche, da erbe e da scarsissimo piumino. Se la covata è andata persa, può deporre una seconda volta. I piccoli alla nascita sono ricoperti da un piumino grigiastro con striature longitudinali nerastre.

 

 

Dott. Andrea Manunza -Biologo- Iscritto all’Albo dei Biologi della provincia di Cagliari

 
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